Amare lo sport

Pubblicato il 9 aprile 2010 da pratellesi

Marzio Pratellesi, II C Liceo Scientifico G. Castelnuovo, Firenze

Contributo categoria “Singolo”

foto scherma

Sono un ragazzo di 15 anni e faccio esperienze sportive da circa una decina di anni; durante questo periodo ho praticato alcune discipline ognuna delle quali ha influito sulla mia crescita e formazione, regalandomi emozioni, delusioni e ciò che più conta per gli insegnamenti di vita. Non sono mai stato un fenomeno, e penso che mai lo diventerò: mi bastano il divertimento, il gioco e le sfide con me stesso, che sono le più affascinanti e le più avvincenti.

scherma2

Lo sport con cui mi sono legato maggiormente in questi anni è la scherma, lo scelsi a 6 anni e non sapevo nemmeno cosa fosse, mi piaceva il suo nome. La scelta fu ottima, poiché è uno sport sia bello esteticamente per la gestualità che impone, sia moralmente per l’educazione ed il rispetto dell’avversario; penso che tutti gli sport condividano questi principi, ma i problemi che talvolta risultano connessi al mondo sportivo siano dovuti a fattori esterni che li influenzano negativamente quali: droga, scommesse e interessi economici. Nel mio sport queste magagne non le ho mai viste ne sentite, vige il massimo fair play, il rispetto per lo sport, per l’avversario e per chi ti sta attorno; ogni duello si risolve con una sana stretta di mano, siamo avversari solo quando si indossa la maschera e negli altri momenti siamo tutti amici, chi più, chi meno, ma ci sentiamo tutti parte di un unica famiglia; poi essendo esseri umani capita di sbagliare, di discutere di arrabbiarsi, ma alla fine ritorna tutto come prima. Non dubito che qualche scandalo o situazione problematica si presenti anche nell’ambito schermistico, ma io non me ne rendo conto, perché mi piace vivere una realtà serena e libera da congetture. Probabilmente io sarò uno di quei tanti atleti che non segneranno la storia dello sport con imprese storiche: io allo sport non ho dato nulla, è lui che mi ha dato tanto, oltre a ciò che ho già detto che nell’ambiente sportivo ho stretto importanti amicizie che si manifestano anche al di fuori dell’ambiente sportivo, le persone che ho conosciuto molto bene non sono solo i compagni di società e di palestra, ma anche e soprattutto gli avversari che ho conosciuto durante le competizioni: grazie ad esse ho amici sparsi per l’Italia ed anche per il mondo. Non sono neanche un atleta che abbia voluto raggiungere grandi traguardi, ho sempre prediletto lo studio e lo sport l’ho vissuto come una esperienza per imparare ad affrontare difficoltà e sfide che prevedo di incontrare nell’evolversi della mia vita, ho cercato sempre di lavorare con impegno e dedizione, per serietà nei confronti della disciplina, ma anche per godere di gioioso divertimento. Inoltre lo sport, non dimentichiamo, aiuta due volte: in primis per ciò che insegna, poi per la cura del proprio corpo e per vivere una vita in salute.

scherma3
Una delle esperienze più significative che ho vissuto è stata durante una gara di scherma, quando, nel girone eliminatorio combattevo contro un mio amico di livello più alto del mio, in quell’assalto stavo vincendo: riesco a mettere un punto quasi decisivo in un corpo a corpo, colpisco il mio avversario, ma lui dice che io ho colpito il muro e non la sua persona; io per non discutere mi sono fatto annullare il punto e per quello ho perso l’assalto. Alla fine ci siamo stretti la mano e mi ha confessato che io lo avevo realmente preso, ci siamo messi a ridere, mi ha chiesto scusa ed i suoi genitori si sono complimentati con i miei per il mio gesto, in fondo l’unico ad avere sbagliato era l’arbitro e ciò non conta perché capita a tutti di sbagliare figuriamoci a chi deve decidere in millesimi di secondo.

Mi è stato detto poi che mi sono comportato con spirito cavalleresco e ciò mi ha reso fiero.

scherma4